CAGLIARI: tutti sapevano dei possibili crolli
Giovedì, 20 Agosto 2009
“Che nel sottosuolo di piazza d’Armi esiste un dedalo di sotterranei e laghi sepolti lo sanno tutti, anche i bimbi della scuola materna.” Lo sostengono con convinzione e amarezza gli speleologi del GCC che da anni mostrano all’ampio pubblico, compreso quello scolastico e universitario, immagini e conferenze sulle meraviglie celate sotto la città.
Purtroppo - sottolinenao i geologi e gli speleologi del GCC - ci spiace segnalare come l’amministrazione comunale di Cagliari, che a più riprese ha collaborato con noi esploratori, ha sottovalutato questo problema storicamente noto: allarme crolli e voragini in piazza d’Armi, legati al sottosuolo locale dove due palazzine che sorgono su grotte verranno sgomberate a momenti perchè seriamente lesionate.
Marcello Polastri, autore di vari libri su Cagliari sotterranea, conduttore di appositre trasmissioni televisive in materia di grotte nostrane, e che dell’associazione speleologica è il fondatore, lamenta con convinzione come “il Comune di Cagliari non ha mai dato una benchè minima risposta alle nostre lettere che - puntualmente - abbiamo spedito e protocollato negli uffici di via Roma allegando corpose relazioni fotografiche e rilievi dei sotterranei, ogni qualvolta abbiamo esplorato (da dieci anni ad oggi) l’area di piazza d’Armi e via Peschiera”.
“Tra le nostre segnalazioni - racconta - due anni fa comparve un masso del peso totale di ben 18 tonnellate, staccatosi dalla volta della grotta dei laghi, in piazza d’Armi, dove la coltre di roccia che regge le auto si è assottigliata a soli 4 metri di spessore. Non è mai intervenuto nessuno, ed i lavori stradali vanno avanti mentre si rompe una condotta o viene installato un semaforo”.
Insomma tutti sanno che in via Peschiera e dintorni esiste un potenziale pericolo pronto ad ingoiare da un momento all’altro tutto e tutti: strade e palazzi. A dar ragione agli speleologi è la storia: i crolli che nel 1961, nel 1985, 1987, 1993, 1996, 2003, 2005 e 2008 si sono verificati, quasi sempre da maggio a settembre. Come mai questa peridicità? Per Polastri è l’effetto “termico” causato dal forte sole e dalla presenza di acque sotterranee non certo di falda “bensì perse dalle condotte dell’acqua potabile che da 40 anni nessuno ha riparato”.
Le caverne della zona infatti sono alimentate da acque clorate e cioè perse dalla rete idrica cittadina. “Si tratta di bacini larghi ben 60 metri e profoindi anche 6, dove sono state necessarie le esplorazioni degli spelo-sub” racconta Polastri.
Ma perchè nessuno ha riparato quelle condotte che erodono la roccia?
“Come mai nessuno ci ha risposto quando - con l’ausilio della stampa e delle tv - pubblicammo le immagini degli smottamenti sotterranei mostrandoli all’ampio pubblico? Ora - l’amministrazione civica, ad un anno di distanza dalla voragine che il 7 agosto 2008 ingoiò un’auto, decide di far sgomberare le palazzine: meglio tardi che mai certo, ma da qui a poco, il Comune cosa
farà: lascerà come nel caso di Stampace un quartiere in ostaggio delle transenne? E poi?
Questa azione andava fatta prima e comunque consolidando in simbiosi le grotte locali! Altrimenti il problema rimarrà sempre e comunque attuale; imminente il rischio-crolli.
Un pensiero di solidarietà va agli abitanti del quartiere, gli stessi che ogni qual volta ci vedevano con tuta e caschetto intenti ad aprire i tombini stradali, si avvicinavano a noi preoccupati. Gli stessi che hanno scritto all’amministrazione civica senza ricevere esaustive risposte.
Annunciamo pubblicamente come Cagliari dovrebbe dotarsi del nostro tanto auspicato ufficio del sottosuolo dove - chi di competenza - potrebbe prevedere e prevenire simili situazioni che sono sintono di un menefreghismo generalizzato.
Noi siamo pronti a dare il nostro cointributo e annunciamo una imminenbte conferenza stampa dove, con l’ausilio delle immagini, mostreremo cosa si nascondo sotto la piazza dei crolli. Come potremmo prevenire i crolli e, al tempo stessso, valorizzare le locali caverne.
Gratuitamente e con passione, negli anni abbiamo spedito e protocollato negli uffici comunali chili di lettere, senza mai ricevere una benchè minima risposta. Un fatto grave, che va denunciato pubblicamente perchè non gratifica minimanente il lavoro che - con la massima professionalità - il GCC ha svolto contribuendo alla migliore conoscenza delle innumerevoli cavità sotterree. cavità bellissime che, se abbandonate e murate come nel caso di piazza d’Armi, rischiano di crollare in silenzio, con l’effetto di una amara sorpresa nella città di sopra.”
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