Cagliari: Tuvixeddu torna al Consiglio di Stato
Venerdì, 26 Settembre 2008
Un nuovo ricorso al Consiglio di Stato: è quanto deciso dal Presidente della Regione Autonoma della Sardegna dott. Renato Soru contro la decisione del TAR Sardegna di appena una settimana fa, dove si accoglieva l’istanza cautelare di Nuova Iniziative Coimpresa contro il blocco dei lavori, iniziati ormai da anni.
La Regione Sardegna ha deciso infatti di ricorrere nuovamente al Consiglio di Stato per annullare l’ordinanza emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, pur sapendo che lo stesso Consiglio di Stato nel 2007 aveva già annullato il vincolo paesaggistico imposto dalla Regione sull’area in discussione.
Nuova Iniziative Coimpresa, a dire il vero già dai primi passi di questa intrecciata vicenda, ha attivato un sito internet dove è disponibile una sommaria descrizione della realizzazione prevista nell’area di Tuvixeddu (www.tuvixeddu.com), ma di tutto questo immenso progetto pare che al Presidente Soru poco importi.
Dalle parole del Presidente Soru, ovvero “‘Andiamo avanti nella speranza che almeno un giudice non si fermi agli aspetti formali e venga incontro agli interessi di tutti i cittadini, di chi vorrebbe godere appieno di questa ricchezza inestimabile che viene dal passato”, si intravede una battaglia tutt’altro che di pochi giorni: se già una pronuncia è stata formalizzata in tal senso, non si capisce su quale base dovrebbero essere ritrattate le argomentazioni già esposte e quindi anche il risultato che sembrava ormai definitivo.
Ci sono numerosissime tesi che supportano la decisione di tutela del patrimonio di Tuvixeddu e che conseguentemente appoggiano la posizione del Presidente Soru, ma a onor del vero è altrettanto facile trovare altri pareri di opposta fazione.
Evidentemente la vicenda è tutt’altro che chiara e semplice da gestire, e non si aveva il minimo dubbio su questo, dato che si è arrivati per ben due volte all’ultimo stadio della giustizia italiana per comprendere quale sia la parte che ha ragione. Ma da chi sono rappresentate queste parti, in realtà?
La parte della Regione, come detto finora, è rappresentata dal dott. Renato Soru, contestatissimo quanto acclamato presidente della Regione Autonoma della Sardegna, sicuramente più famoso per essere il patron di Tiscali SpA, magari meno noto per il suo trascorso come manager e uomo nella finanza italiana, dato che ha iniziato la sua brillante carriera d’imprenditore in una delle più grandi compagnie finanziarie, successivamente in CBI Merchant (Compagnia Banche Italiane), dal 1995 è leader dello scenario Internet dapprima con l’acquisizione del marchio Video On Line per la creazione di Czech On Line (primo ISP della Repubblica Ceca) poi con le avventure di Tiscali S.p.A., del quale è stato presidente ed amministratore delegato, poi perfezionando l’acquisto di World On-Line (ISP tedesco) ed ancora con la direzione di Andala nel 2001. Ultima acquisizione che porta la sua firma è la NIE, Nuova Iniziativa Editoriale, ovvero la società controllata per il 90% proprio dal dott. Soru e per il restante 10% da Massimo Ponzellini (per Chiara srl).
Le divagazioni economico-finanziarie sono a questo punto tantissime, dato che il Ponzellini Massimo ha un curriculum vitae di tutto rispetto: prima di tutto è il presidente di Impregilo (che a sua volta avrebbe da far parlare per almeno cinque ore ininterrotte), ma ha maturato una significativa esperienza finanziaria e manageriale al fianco del prof. Romano PRODI già dal 1979, quando quest’ultimo fu Ministro dell’Industria e del Commercio. Nel 1980 diventa Amministratore Delegato della “S.I.”, società per la promozione e l’elaborazione di studi nel campo dell’economia industriale, e Direttore delle riviste “Energia” e “Industria”, dal 1981 al 1982 è anche il Direttore Generale della NOMISMA S.p.A., società di studi economici (della Banca Nazionale del Lavoro). Nel 1983 è nominato Dirigente superiore all’IRI, e Segretario esecutivo del Comitato per la Ristrutturazione e la Privatizzazione e dal 1984 al 1986 è Responsabile del Dipartimento Strategia e Studi dell’IRI, con mandato speciale per gli investimenti del Gruppo nell’Italia meridionale. Viene anche nominato Amministratore Delegato della SOFIN S.p.A., controllata dal Gruppo IRI (Settori: turismo, agricoltura e piccole imprese nell’Italia meridionale capitale d’esercizio: 360 miliardi di lire) dal 1986 al 1990 e dal 1990 al 1994 Membro del Transitional Team per la costituzione della BERS (Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo) e in seguito Direttore delle operazioni della Banca. Proesgue la collezione di nomine ed incarichi con la nomina a Vicepresidente e Amministratore Delegato per crediti e finanza della BEI (Banca Europea per gli Investimenti) dal 1994 al 2003 e Vicepresidente e Amministratore delegato della “Patrimonio dello Stato S.p.A.” dal 2002 al 2006. Inoltre dal febbraio 2006 ha ricoperto la carica di Amministratore Delegato Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.. Ha annoverato anche gli incarichi di Consigliere di Amministrazione dell’Alitalia (che non so quanto sia una cosa bella viste le ultime vicende), della Finmeccanica e dell’ISTRA (Istituto superiore per i Trasporti) nonché Presidente del Centro europeo per le imprese pubbliche a Bruxelles.
Ha tenuto corsi di insegnamento presso l’Università Bocconi e Luiss. Vice Presidente Onorario della BEI (Banca Europea per gli Investimenti), è stato anche Consigliere di Amministrazione dell’INA. Attualmente è Vicepresidente di INA ASSITALIA e Consigliere di Amministrazione della Banca Nazionale del Lavoro.
(Povera stellina, gli serviranno almeno 72 ore lavorative per gestire tutto questo… Ovviamente un curriculum di così grande peso non poteva non essere presente sulla rete: link…)
Dall’altra parte il Cualbu Gualtiero, indiscutibile genio dell’immobiliare, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, rappresentante della Minoter SpA con sede a Cagliari, che gestisce progetti di grande spessore in tutta Italia, da Peschiera Borromeo a Corte delle Dolomiti, da Giugliano di Napoli al Melilli di Siracusa, dal T Hotel di Cagliari al Centro Le Vele - Millennium di Quartucciu, da Alimenta di Macomer al tanto discusso Tuvixeddu…
Anche il colosso del Gruppo Cualbu è abbastanza nutrito di nomi e titoli aziendali, ma a dire la verità è sicuramente più trasparente, dato che è pubblicato direttamente sul sito della Minoter SpA, e che per par condicio riporto immediatamente: link…
La forbice tra Cualbu e Soru appare probabilmente colorita di toni più accesi, e benché possano essere ancora valide le motivazioni civico-politiche addotte dalla Regione Autonoma della Sardegna, quantomeno sorge spontaneo il dubbio che dietro tutto questo ci sia una diatriba imprenditoriale, che della politica poco gli interessa.
Del resto, e qui le parole di Giuseppe Cualbu (amministratore di Nuova Iniziative Coimpresa) sono molto chiare, non sembra che al privato manchi la voglia di giungere ad un accordo: “Dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato abbiamo chiesto la riunione del comitato di vigilanza per l’accordo di programma. Questa è la sede istituzionale in cui è possibile intervenire sull’accordo. E quindi impostare un dialogo, qualora la Regione ne avesse realmente intenzione.” Ma a quanto pare di dialogo la Regione non ne vuole sentir parlare, e rilancia la palla allo stesso Consiglio di Stato che già si è pronunciato in merito.
A parte l’inutile ping pong che si vuole perseguire non so a che pro, ma chi pagherà tutto questo pullulare di carte bollate, avvocati, giuristi e tecnici del Foro? Ahimé la risposta è ovvia: qualora ci sia l’ennesima riconferma della posizione già assunta (cosa peraltro molto probabile, visto che non esistono ulteriori evoluzioni significative) il cittadino sardo sarà chiamato a pagare anche questa parcella, che non credo sia di poche monete…
6 commenti a “Cagliari: Tuvixeddu torna al Consiglio di Stato”
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Dietrologia allo stato puro qui, e il problema fondamentale, cioè se sia giusto ricoprire di cemento aree archeologiche per costruire inutili palazzi che potrebbero stare tranquillamente nell’hinterland viene totalmente ignorato.
Molto probabilmente si tratterà anche di Dietrologia, caro Mauro.
Personalmente penso che non sia giusto costruire su un’area archeologica ma allo stesso tempo credo che il progetto di costruzione (almeno quello che ho visto) non avrebbe intaccato l’area archeologica.
Ah già, dimenticavo… sarei curioso di sapere cosa penseresti se qualcuno entrasse a casa tua…
Per dovere di cronaca vorri segnalare che ieri, domenica 28 settembre 2008, l’Unione Sarda a pagina 24 riportava un interessantissimo articolo su Tuvixeddu, dal titolo “Tuvixeddu: troppe bugie sul colle”, e spiegava anche dalle prime parole che sul colle non c’è stato alcun nuovo ritrovamento.
Le parole, riportate in citazione testuale, sono attribuite al Soprintendente ed ai dipendenti che hanno lavorato agli studi sull’area, e precisano che “la tutela che oggi si invoca riguarda tombe che non ci sono più da cinque anni”.
Mi sembra che il tutto sia ancora più chiaro… o meglio, la mia posizione sarà anche moderata dalla “dietrologia”, ma a questo punto mi chiedo se la stessa “dietrologia” che ha colpito la mia mano e la mia mente nella redazione di questo articolo non sia la stessa che sta bendando gli occhi di altre persone, convinte che quell’ostacolo posto alle costruzioni di Tuvixeddu sia realmente la tutela dei beni archeologici… Ecco cosa intendevo quando ho parlato di “diatriba imprenditoriale”.
cari miei se aveste visto realmente il progetto non è cosi come lo si vuol far credere, ma anzi si sta uttilizando una zona degradata,sporca e non sicura,per i vari pozzi artesiani aperti , tombe e via dicendo.
si doveva , anzi si dovrebbe creare e vero delle palazzine di lusso o quello che volete ,ma senza togliere parte della storia della nostra terra, tanto e vero che ci sarebbe stato il parco con passegiatta,e cosi anche molto più controllo.
io credo su questo interventoperchè cio che a costruito l’azienda cualbu non e mai stato nulla di sbagliato anzi ha dato lavoro a tanta gente ,recuperando relitti abbandonati da gente incompetente, che quello che interessava era magari prendersi un bel finanziamento.
e ora basta fattelo costruire, e fatteli valorizzare la nostra sardegna
Jerry Carreras non so cosa tu abbia in testa…ma lo immagino
http://www.unita.it/news/italia/94758/la_necropoli_tuvixeddu_salva
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=%203269
Carissimo Riccardo
Mi fa piacere che ti immagini cosa abbia io in testa, ma probabilmente non è proprio così lampante. Per quanto riguarda questa vicenda cerco di stare super partes, a meno che non si chieda il mio parere…